L'integrazione
dell’«arcipelago migratorio» in Occidente
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Author
Publication
2010 - lulu.com
Word Count
36,500 words, Guess
Page Count
146 pages
Physical Format
Tascabile
Identifiers
- ISBN-139781445716992
- ISBN-101445716992
- Better World Books9781445716992
- Open LibraryOL24194247M
Description
È possibile l’integrazione nella società occidentale di milioni di immigrati della più eterogenea estrazione e provenienza? Di quale integrazione parlano politici, intellettuali e umanitari? Si riferiscono a un’integrazione formale o sostanziale? Si può conseguire una minima integrazione mediante la conoscenza della lingua e delle leggi? Nei paesi occidentali, dalla Francia al Regno Unito, alla Germania, agli Stati Uniti, hanno avuto successo i progetti di integrazione, di assimilazione, l’egualitarismo, il multiculturalismo, il metodo pluralistico angloamericano e il metodo separatista tedesco? In questo libro l’autore risponde a queste e ad altre domande.
First Sentence
Per la necessità di sopperire alla carenza di popolazione attiva, in diversi paesi occidentali specie dalla seconda metà del novecento si andò facendo strada la convenienza di colmare il vuoto importando manodopera straniera. Da allora l’afflusso di immigrati è stato continuo e crescente. E specialmente l’Italia, che aveva rigurgitato di manodopera e che aveva alimentato per molti decenni il più grande esodo di emigranti, è divenuta povera di manodopera e, per integrarla, è ricorsa all’estero e, dall’nizio del duemila, ha accolto milioni di nuovi venuti, che furono presto numerosi nelle sue città e nelle sue contrade. Da paese di emigranti divenne un paese di immigrati. Le sue città si sono andate popolando di individui di ogni razza e colore, non di rado poco dediti o inadatti al lavoro. In parte la loro presenza sull’angusto territorio di molti paesi occidentali ha colmato la fittizia e artificiosa carenza di manodopera e ha fornito un sostegno alla crescita economica. [...]
Subjects
Genres
- saggistica
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